ORTI VIA VITERBO

Penso che prevedere delle particelle ortive in via Viterbo sia stato un errore della precedente amministrazione e che il contesto non sia idoneo alla coltivazione ma oggi queste ci sono e sono costate anche diverse migliaia di euro. Fino a settimana scorsa erano però abbandonate al degrado che, oltre a danneggiare i residenti della zona limitrofa, non permetteva agli ortisti una fruizione dignitosa.

Noi di Forza Italia abbiamo affrontato il problema dal primo giorno di insediamento in Municipio e avevamo promesso di trovare una soluzione che potesse soddisfare entrambe le categorie, residenti e ortisti.

Oggi finalmente abbiamo completato l’installazione delle nuove casette di legno che saranno utili agli ortisti per riporre gli attrezzi e al tempo stesso migliorano notevolmente la qualità dell’area regalando ai residenti un contesto gradevole.

Oltre a questo intervento abbiamo fatto predisporre una fila di alberi sulla via Viterbo che crescendo potranno delimitare l’area migliorando ulteriormente la qualità dell’area.

A differenza di altri partiti che fanno sostanzialmente chiacchiere da giornale senza concretizzare nulla, #ForzaItalia amministra con senso di responsabilità e passione per la politica migliorando la qualità del contesto cittadino con i fatti e non solo a parole.

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Bisceglie – No eliminazione parcheggi già carenti

Nella seduta di Consiglio che si è svolta ieri sera in Municipo 7 è stata approvata la proposta di delibera discussa e uscita dalla Commissione che presiedo. Abbiamo espresso ufficialmente parere negativo alla richiesta – inviataci dal settore mobilità e trasporti – che chiedeva l’eliminazione di parcheggi a favore della predisposizione di un nuovo capolinea ATM sulla terza complanare di via Lucca (Bisceglie M1) per via dell’impraticabilità parziale di quello già esistente su via Parri. Impraticabilità dovuta alla sosta e alla fermata di auto in divieto che occupano circa metà area della fermata e spesso anche la carreggiata con la doppia fila, costringendo gli autobus ad ammassarsi uno dietro l’altro nella metà restante. La soluzione al problema non è certamente quella di creare un nuovo capolinea ed eliminare i parcheggi ma bensì quella di intervenire per rendere fruibili interamente i 100 mt. della fermata già esistente. Sono sicuro che l’amministrazione centrale terrà conto di quanto espresso e ci coinvolgerà per definire congiuntamente i passaggi futuri.

PIAZZA D’ARMI – PROTESTE INSENSATE

Al di là dell’ultima uscita di quattro dissennati che in nome del tritone crestato (!?!) hanno imbrattato un muro e bloccato il traffico, le proteste di tutti coloro che vogliono che piazza d’armi resti così com’è sono – dal mio punto di vista – insensate.

Insensate perché trovo assurdo che un’area conciata da schifo, con all’interno occupazioni abusive di vario genere e abbandonata al degrado debba rimanere così come si trova. Casomai andrebbe bonificata e resa accessibile e fruibile ai cittadini, cosa che comunque prevederebbe interventi consistenti. Ma, non va trascurato che l’area è di proprietà del fondo Invimit e che lo stesso ha diritti edificatori su trecento mila mq (da sviluppare per almeno metà a verde – ricordiamolo!).

Ora, ragionando un secondo e considerando che i soldi non crescono nelle paludi dei tritoni crestati e considerando la vastità dell’area in questione è necessario che questa venga ceduta (da Invimit) ad un soggetto privato e che il suo sviluppo venga governato per quanto possibile.

Precisando che si è parlato tanto di progetti ma nessuno di questi è definitivo o approvato, quello che prevede la costruzione del centro sportivo da parte dell’Inter mi sembra il migliore (preciso che sono di fede rossonera nel caso vi venisse in mente di dire che sono di parte) in quanto riqualifica, crea indotto e mantiene prevalentemente l’area verde.

Ci lamentiamo sempre che per le periferie si ha un occhio di riguardo in meno rispetto al centro in tema di investimenti e riqualificazioni. Poi succede e ci opponiamo affinché resti tutto così com’è? Mah.

La mobilità sostenibile non ha colore politico. Le scelte per raggiungerla sì!

Implementare i servizi per una mobilità alternativa è un obiettivo d’obbligo per chi amministra il territorio. Con questa premessa è chiaro che non si possa dare un colore politico ad un fine che deve per forza essere condiviso. Lo deve essere perché nessuno può permettersi di dire il contrario. Non si può essere indifferenti di fronte ad un tema così delicato e non lo si può essere perché non si tratta di una scelta personale. L’ambiente in cui viviamo lo condividiamo con chi ci sta intorno e per questo motivo non possiamo permetterci di ignorare egoisticamente quella che è una esigenza comune. 

Tuttavia, nonostante il fine sia insindacabile, c’è da capire quale sia la via giusta per raggiungerlo. 
L’amministrazione Comunale, sia l’attuale che quella protagonista del quinquennio precedente, ha dimostrato e tuttora conferma l’intenzione di implementare – in modo disordinato – i servizi e gli spazi dedicati alla mobilità sostenibile cercando allo stesso tempo, e grazie a questi stessi interventi, di disincentivare l’utilizzo dell’automobile privata vessando chi ancora non ritiene- giustamente – che essi siano competitivi a tal punto da far si che la scelta diventi naturale e non imposta. 

La mobilità sostenibile va promossa implementando i servizi in tal senso e rendendoli competitivi paragonandone le prestazioni all’automobile privata. 

Il trasporto pubblico locale va implementato espandendo capillarmente la rete sul territorio e sostituendo le vetture utilizzate per il cosiddetto “tpl di superficie” con vetture nuove ad impatto zero. Vanno promossi i servizi di car-sharing tendendo sempre più ad operatori che offrano parchi auto ibridi o elettrici. Un altro aspetto importante riguarda la mobilità sostenibile di corto raggio che va stimolata incrementando i servizi di bike-sharing unendo quelli che sono i punti di maggiore interesse nei quartieri della città. Tutto ciò connettendo tra loro i vari servizi per renderli complementari tra loro e non alternativi, offrendo la possibilità di raggiungere qualsiasi punto della città senza doverci impiegare il doppio del tempo (motivo per il quale primeggia ancora l’automobile privata tra le scelte dei milanesi). 

La politica non deve imporre presuntuosamente la mobilità sostenibile, deve piuttosto mettere a disposizione alternative competitive per renderla una scelta condivisa.