Coerenza e opportunismo, o l’una o l’altro.

È vero che il governo giallo-rosso non rappresenta la volontà popolare espressa l’ultima volta che siamo stati chiamati al voto. È altrettanto vero che valeva lo stesso per quello giallo-verde. Non ho visto però lo stesso ardore nel sottolinearne l’incoerenza. È ridicolo manifestare solo quando non si è protagonisti di un governo sconclusionato e non farlo quando si hanno una manciata di ministeri. Resta la magra consolazione di aver visto i miei votare contro una fiducia che è impensabile oggi come lo era quattordici mesi fa.

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Stop alle barriere architettoniche. Non possiamo più rimandare.

Una barriera architettonica è un qualunque elemento costruttivo che impedisce o limita gli spostamenti o la fruizione di servizi, in particolar modo a persone disabili, con limitata capacità motoria o sensoriale. Può trattarsi di una scala, un gradino o una rampa troppo ripida. Qualunque elemento architettonico può trasformarsi in barriera architettonica e l’accessibilità dipende sempre dalle caratteristiche della singola persona.

Per questo motivo è fondamentale che il Comune di Milano perlomeno cominci a porre fine a quella che possiamo tristemente definire una vera e propria discriminazione. Esiste un documento, il PEBA, del quale devono obbligatoriamente dotarsi tutti i comuni e che serve ad individuare per poi eliminare tutte le barriere architettoniche presenti sul territorio. Milano, nonostante per molti aspetti possa definirsi all’avanguardia, in questo caso ha accumulato un imperdonabile ritardo che deve quanto prima recuperare. Come presidente della commissione mobilità del Municipio7 mi sto impegnando affinché possa essere finalmente garantito a tutti il diritto di muoversi liberamente e ovunque in città.

Addio Antonio

Aveva la mia età, ventotto anni. Era un europeista ed un appassionato di politica come lo sono io. Si trovava a Strasburgo per raccontare i lavori del Parlamento.

Oggi non c’è più per colpa di un folle che aveva deciso di abbracciare la causa islamista. Per colpa di una guerra culturale che abbiamo perso prima di cominciarla.

Non c’è un coordinamento, non ci sono strateghi che indicano quando e come compiere gli attentati, non nella maggior parte dei casi. Quasi sempre sono schegge impazzite che, quando ritengono sia arrivato il momento giusto, agiscono in nome di una religione e di una cultura da noi lontana anni luce.

È giusto, ora, per l’ennesima volta, porsi delle domande. Capire se davvero è possibile l’integrazione tra due realtà così lontane tra loro.

Non basta tenerli sotto controllo perché se fosse bastato non sarebbero morte tutte queste persone e non sarebbe morto nemmeno lui.

Addio Antonio.

Riqualificazione quasi completata in via Viterbo

Abbiamo preso un preciso impegno con i cittadini residenti in via Lucca e via Viterbo e, come è nostra abitudine fare, lo abbiamo rispettato!

L’area degli orti di via Viterbo era brutta e indecorosa. Ora è ordinata e pulita, con nuove casette per il ricovero degli attrezzi e un filare di 30 nuovi alberi.

Piccoli fatti concreti per rendere più belli i nostri quartieri.

Bisceglie – No eliminazione parcheggi già carenti

Nella seduta di Consiglio che si è svolta ieri sera in Municipo 7 è stata approvata la proposta di delibera discussa e uscita dalla Commissione che presiedo. Abbiamo espresso ufficialmente parere negativo alla richiesta – inviataci dal settore mobilità e trasporti – che chiedeva l’eliminazione di parcheggi a favore della predisposizione di un nuovo capolinea ATM sulla terza complanare di via Lucca (Bisceglie M1) per via dell’impraticabilità parziale di quello già esistente su via Parri. Impraticabilità dovuta alla sosta e alla fermata di auto in divieto che occupano circa metà area della fermata e spesso anche la carreggiata con la doppia fila, costringendo gli autobus ad ammassarsi uno dietro l’altro nella metà restante. La soluzione al problema non è certamente quella di creare un nuovo capolinea ed eliminare i parcheggi ma bensì quella di intervenire per rendere fruibili interamente i 100 mt. della fermata già esistente. Sono sicuro che l’amministrazione centrale terrà conto di quanto espresso e ci coinvolgerà per definire congiuntamente i passaggi futuri.

La mobilità sostenibile non ha colore politico. Le scelte per raggiungerla sì!

Implementare i servizi per una mobilità alternativa è un obiettivo d’obbligo per chi amministra il territorio. Con questa premessa è chiaro che non si possa dare un colore politico ad un fine che deve per forza essere condiviso. Lo deve essere perché nessuno può permettersi di dire il contrario. Non si può essere indifferenti di fronte ad un tema così delicato e non lo si può essere perché non si tratta di una scelta personale. L’ambiente in cui viviamo lo condividiamo con chi ci sta intorno e per questo motivo non possiamo permetterci di ignorare egoisticamente quella che è una esigenza comune. 

Tuttavia, nonostante il fine sia insindacabile, c’è da capire quale sia la via giusta per raggiungerlo. 
L’amministrazione Comunale, sia l’attuale che quella protagonista del quinquennio precedente, ha dimostrato e tuttora conferma l’intenzione di implementare – in modo disordinato – i servizi e gli spazi dedicati alla mobilità sostenibile cercando allo stesso tempo, e grazie a questi stessi interventi, di disincentivare l’utilizzo dell’automobile privata vessando chi ancora non ritiene- giustamente – che essi siano competitivi a tal punto da far si che la scelta diventi naturale e non imposta. 

La mobilità sostenibile va promossa implementando i servizi in tal senso e rendendoli competitivi paragonandone le prestazioni all’automobile privata. 

Il trasporto pubblico locale va implementato espandendo capillarmente la rete sul territorio e sostituendo le vetture utilizzate per il cosiddetto “tpl di superficie” con vetture nuove ad impatto zero. Vanno promossi i servizi di car-sharing tendendo sempre più ad operatori che offrano parchi auto ibridi o elettrici. Un altro aspetto importante riguarda la mobilità sostenibile di corto raggio che va stimolata incrementando i servizi di bike-sharing unendo quelli che sono i punti di maggiore interesse nei quartieri della città. Tutto ciò connettendo tra loro i vari servizi per renderli complementari tra loro e non alternativi, offrendo la possibilità di raggiungere qualsiasi punto della città senza doverci impiegare il doppio del tempo (motivo per il quale primeggia ancora l’automobile privata tra le scelte dei milanesi). 

La politica non deve imporre presuntuosamente la mobilità sostenibile, deve piuttosto mettere a disposizione alternative competitive per renderla una scelta condivisa.